Eros Riccio in testa al campionato nazionale di scacchi per corrispondenza

Julio 18th, 2006

Il giocatore lucchese in testa al prestigioso torneo
Campionato italiano di scacchi, Eros Riccio ad un passo dal trionfo
(dal Corriere di Lucca - 13 luglio 2005)

Si sta avviando a conclusione, dopo due anni di incontri duri e stressanti, la “finale” del 54esimo campionato italiano assoluto di scacchi per corrispondenza iniziato nel 2004, che ci darà il nome del nuovo campione italiano.
Per il momento, con due partite ancora da giocare, è saldamente in testa alla classifica lo scacchista lucchese Eros Riccio, unico rappresentante della Toscana approdato in finale.
Con sei vittorie e sei pareggi e senza nessuna sconfitta, Eros è arrivato a quota 9 punti, distanziando il secondo, il laziale Giorgio Ruggeri Laderchi, di un punto e mezzo e il terzo, il lombardo Guido Bresadola, di due punti.
Ma i giochi non sono ancora fatti. Il laziale Lava Giovanni, infatti, pur essendo attualmente all’ottavo posto, potrebbe teoricamente ancora insidiare il primato del nostro scacchista, essendo rimasto indietro e dovendo ancora completare ben sei partite, che se venissero tutte vinte lo porterebbero in testa alla classifica.
Nulla da fare invece per tutti gli altri.
Quindi, comunque vadano le cose, il lucchese Eros Riccio si classificherà o primo o secondo nella peggiore delle ipotesi.

12th world computer chess championship - Eros Riccio con Falcon di Tabibi

Julio 18th, 2006

Ai campionati del mondo in Israele già battuti due forti programmi
(dal Corriere di Lucca - 8 luglio 2004

Eros Riccio è in Israele per il campionato del mondo di scacchi per
computer.
La prima sfida, quella di domenica, si è conclusa con la vittoria di Falcon
di Riccio e Tabibi contro il programma spagnolo Fichess.
Ma è contro il fortissimo Fritz, il programma di F. Morsch e M. Feist che è
arrivata una vittoria che rende ancora maggior lustro al giovane lucchese.
Prossima sfida contro l’altrettanto forte programma tedesco Shredder
di S. Meyer-Kalhen, che ha vinto il campionato del mondo di scacchi per
computer dell’anno scorso a Graz in Austria, battendo nello spareggio
proprio Fritz.

12th world computer chess championship - Eros Riccio con Falcon di Tabibi

Julio 18th, 2006

Ai campionati del mondo in Israele già battuti due forti programmi
(dal Corriere di Lucca - 8 luglio 2004

Eros Riccio è in Israele per il campionato del mondo di scacchi per
computer.
La prima sfida, quella di domenica, si è conclusa con la vittoria di Falcon
di Riccio e Tabibi contro il programma spagnolo Fichess.
Ma è contro il fortissimo Fritz, il programma di F. Morsch e M. Feist che è
arrivata una vittoria che rende ancora maggior lustro al giovane lucchese.
Prossima sfida contro l’altrettanto forte programma tedesco Shredder
di S. Meyer-Kalhen, che ha vinto il campionato del mondo di scacchi per
computer dell’anno scorso a Graz in Austria, battendo nello spareggio
proprio Fritz.

12th world computer chess championship - Eros Riccio con Falcon di Tabibi

Julio 18th, 2006

Ai campionati del mondo in Israele già battuti due forti programmi
(dal Corriere di Lucca - 8 luglio 2004

Eros Riccio è in Israele per il campionato del mondo di scacchi per
computer.
La prima sfida, quella di domenica, si è conclusa con la vittoria di Falcon
di Riccio e Tabibi contro il programma spagnolo Fichess.
Ma è contro il fortissimo Fritz, il programma di F. Morsch e M. Feist che è
arrivata una vittoria che rende ancora maggior lustro al giovane lucchese.
Prossima sfida contro l’altrettanto forte programma tedesco Shredder
di S. Meyer-Kalhen, che ha vinto il campionato del mondo di scacchi per
computer dell’anno scorso a Graz in Austria, battendo nello spareggio
proprio Fritz.

12th world computer chess championship - Eros Riccio in Israele

Julio 18th, 2006

Scacchi, lucchese alla sfida con il computer
(da La Nazione - 22 giugno 2004)

Eros Riccio parteciperà al prossimo campionato del mondo di scacchi per
computer.
Organizzato dalla Bar Ilan University, il campionato si terrà in Israele, a
Ramat-Gan. nei pressi di Tel Aviv, dal 4 al 12 luglio. E’ un
importantissimo riconoscimento internazionale per il forte campione di
scacchi lucchese, scelto per collaborare con l’autore,
l’israeliano David Tabibi, nella guida del programma
“Falcon” che parteciperà alla competizione mondiale.
il direttore del torneo WCCC (World Computer Chess Championship), che è
giunto quest’anno alla dodicesima edizione, sarà il professor Jaap Van
De Herik del Computer Science Department dell’università di
Maastricht.
Alla guida di Falcon, Riccio e Tabibi dovranno dunque vedersela con i
campioni che guideranno i migliori programmi di scacchi del mondo: dallo
statunitense Crafty di R. Hyatt, all’inglese
Woodpusher di J. Hamlen, dal tedesco Parsos di
R. Huber agli israeliani Junior di A. Ban e S. Bushinsky e
Movei di U. Blass, dall’olandese Diep di
V. Diepeveen allo spagnolo Fibchess di G.B. Garcia, dal belga
Deep Sjeng di G.C. Pascutto al francese Grazy
Bishop di R. Coulom.
Dovranno cercare di contrastare soprattutto il forte programma
Fritz di F. Morsch e M. Feist e il tedesco
Shredder di S. Meyer-Kahlen, che ha vinto il campionato del
mondo di scacchi per computer l’anno scorso a Graz in Austria,
battendo nello spareggio finale proprio Fritz, dopo un appassionante duello.

La difesa Alekhine (di Eros Riccio)

Julio 18th, 2006

La difesa Alekhine si verifica dopo le mosse 1.e4 Cf6.

Può essere definita una difesa ipermoderna, poiché l’idea del Nero è quella di attirare verso di se i pedoni nemici, senza preoccuparsi della lotta per la conquista del centro. Che vengano pure avanti! La nostra idea sarà quella di distruggerli, punendoli per la loro presunzione. A prima vista può sembrare che il Bianco guadagni innumerevoli tempi, mentre il Nero non fa altro che scappare con il Cavallo, ma in realtà, tali spinte di pedoni non possono essere considerate vere e proprie mosse di sviluppo, dato che non vengono mossi pezzi, e inoltre va ricordato che i pedoni una volta spinti non tornano indietro, e le debolezze che si lasciano dietro presto o tardi si faranno sentire. Facciamo subito un esempio: dopo 1.e4 Cf6 2.e5 Cd5 3.c4 Cb6 4.c5 Cd5 il Bianco ha fatto 4 mosse consecutive di pedoni, e il Nero 4 consecutive di Cavallo! Il Bianco continua con una quinta mossa di pedoni: 5.d4 chissà cosa passerà per la mente adesso all’ipotetico conduttore dei pezzi bianchi un po’ alle prime armi; magari penserà: -Perbacco! Guarda questo poveraccio del mio avversario! Non sa proprio giocare! Non fa che scappare con il Cavallo, mentre io coi miei pedoni gli sto saltando addosso!

La realtà è un po’ diversa, comunque. Infatti al Nero basta ora una singola modesta spinta di pedone per disilludere quei tre villani aggressivi: 5…d6!

E i pedoni bianchi si rendono conto di essere arrivati a un punto morto, fermati da un misero pedoncino che ha fatto solo un passettino, e i pezzi dietro di loro non faranno che insultarli per le loro bravate che altro non hanno ottenuto se non debolezze nello schieramento bianco. (ricordiamo che si chiama casella debole una casella che non può più essere controllata da un pedone).

Dopo questa introduzione alla mia “amica Alekhine”, passiamo a guardare le varianti che ho incluso nel mio repertorio:

1.e4 Cf6 2.e5 La Difesa Alekhine vera e propria si raggiunge dopo questa mossa. Il Bianco può “rifiutare” l’Alekhine giocando 2.Cc3, dopodiché il Nero può decidere se preferisce rientrare in una Partita Viennese con 2…e5 o continuare con 2…d5, senza problemi in entrambi i casi. 2…Cd5. A questo punto il Bianco, oltre alla principale 3.d4, può scegliere una variante simile a quella che ho messo nell’introduzione, la così chiamata “Hunt Variation” che andiamo a vedere subito:

1.e4 Cf6 2.e5 Cd5 3.c4 Cb6 4.c5 Cd5 ora il Bianco può continuare con 5.Ac4 o con Cc3. Io ho trovato il modo di giocare su entrambe le mosse sempre la stessa variante, che consiste nell’impianto e6-c6; ma vediamolo: 5.Ac4 e6 6.Cc3 c6!? 7.d4 7.Ce4 b6! 8.Cd6+ Axd6 9.cxd6 0-0 e il Nero dopo essersi liberato dell’Alfiere cattivo con Aa6 ha una posizione molto solida. 7…b6! 8.cxb6 axb6 9.Cf3 Aa6! =

Passiamo ora alla variante dei quattro pedoni: 1.e4 Cf6 2.e5 Cd5 3.d4 d6 4.c4 Cb6 5.f4 eccola qui. Il Bianco si impossessa del centro con i pedoni, l’obiettivo del Nero sarà distruggere questo centro: 5…dxe5 6.fxe5 Cc6 l’alternativa 6…c5 secondo me è troppo rischiosa. 7.Ae3 il Nero sviluppa prima l’Alfiere del Cavallo per evitare l’inchiodatura: 7.Cf3 Ag4 8.Ae3 e6 9.Ae2 Axf3! 10.gxf3 (a 10.Axf3 si perde il pedone c4) 10…Dh4+ 11.Af2 Df4 12.c5 Cd5 e il Nero sta leggermente meglio

7…Af5 8.Cc3 e6 9.Cf3 Dd7! Questa è la mossa principale del mio repertorio, sebbene la teoria consigli 9…Ae7. L’idea della mia mossa è di impedire 10.d5.

10.Ae2 10.d5 viene confutata in questo modo: 10…exd5 11.cxd5 Cb4 12.Cd4 C6xd5 13.Cxd5 Cxd5! l’idea del Nero è di sacrificare un pezzo per prendere possesso della colonna “d” 14.Cxf5 0-0-0 15.Dd3 g6 16.Cg3 (16.Cd6+? Perde subito per 16…Axd6! (Ora il Bianco si accorge che a 17.Dxd5 segue 17…Ab4+) 17.exd6 Cxe3 con vantaggio incolmabile per il Nero.

16…Cxe3 17.Dxe3 Ac5! La posizione del Bianco non può più essere salvata.

18.Df4 The8 Il Nero è in vantaggio incolmabile, considerato che il Re Bianco rimasto al centro verrà presto giuistiziato. 10…Td8 O anche 10…0-0-0!? 11.0-0 f6 con gioco di attacco e contrattacco. 11. 0-0 Ae7 12.Dd2 0-0 13.Tad1 f6! 14.exf6 Axf6 Il Nero ha una posizione che mi piace.

La prossima variante scaturisce dalle mosse: 1.e4 Cf6 2.e5 Cd5 3.d4 d6 4.c4 Cb6 5.exd6. Il Nero ora deve scegliere tra 5…exd6 e 5…cxd6. Tutte e due portano a buone posizioni, possiamo dire che la prima porta a un gioco più tranquillo, mentre la seconda è un po’ più movimentata, e porta a posizioni che possono ricordare il “Dragone” nella Difesa Siciliana. Io ho scelto questa seconda possibilità: 5…cxd6 6.Cc3 Se il Bianco gioca 6.d5 il Nero non ha problemi, e continua con 6…e5! 7.Cc3 Ae7 8.Ad3 0-0 9.Cge2 f5 con espansione e attacco sull’ala di Re. 6…g6 Quando si ricattura in d6 col pedone “c” bisogna poi sviluppare l’Alfiere in fianchetto. 7.Ae3 Ag7 Questa è una delle posizioni principali di tutta la Difesa Alekhine. Il Bianco può qui adottare quattro sistemi principali; vediamoli uno per uno:

A) 8.Tc1 Questo è forse il sistema più pericoloso per il Nero: 0-0 9.b3 Cc6 10.d5 Ce5 11.Ae2 f5 12.f4 Cg4 13.Ad4 Oppure 13.Axg4 fxg4 14.Cge2 e5 15.dxe6 Axe6 16.0-0 con posizione più o meno equilibrata. 13…e5 14.dxe6 Axe6 15.Cf3 e il Bianco sta leggermente meglio.

B) 8.Ad3 0-0 9.Cge2 Cc6 10.0-0 e5 11.d5 Cb4 12.b3 Cxd3 13.Dxd3 f5 Il Nero è preferibile.

C) 8.Cf3 Il Bianco permette l’inchiodatura del Cavallo 8…Ag4 9.Ae2 0-0 10.0-0 Cc6 11.b3 era minacciata 11…Axf3 12.Axf3 Cxc4 11…d5 12.c5 Cc8 13.b4 a6 14.Tb1 e6 15.a4 C8e7 16.b5 axb5 17.axb5 Axf3 18.Axf3 Ca5 19.Ae2 Cf5 il Nero non ha preoccupazioni.

D) 8.h3 il Bianco decide che è meglio evitare l’inchiodatura sul Cavallo f3: 8…0-0 9.Cf3 Cc6 10.Ae2 oppure 10.Tc1 Af5 11.d5 Ce5 12.Cxe5 Axe5 13.Ae2 Tc8 14.b3 e6 15.dxe6 fxe6 con gioco equilibrato. 10…Af5 11.0-0 d5! E’ arrivato il momento di reagire al centro. 12.c5 nel caso di 12.cxd5 Cxd5 il Nero ha una partita molto comoda dato che al Bianco rimane debole il pedone d4. Lo stesso discorso vale per 12.b3 dxc4 13.bxc4 Ca5! 14.c5 Cd5 12…Cc4! Come si può vedere, la mossa precedente è servita anche come appoggio per il Cavallo verso la casella c4. Il Cavallo ora attacca l’Alfiere e3. 13.Axc4 L’altra possibilità è 13.Ac1 a cui segue 13…b6! 14.b3 bxc5 15.bxc4 cxd4 16.cxd5 (16.Cxd5 perde per 16…d3!, mentre a 16.Da4 segue 16…Ad7 17.cxd5 Ce5 18.Cb5 d3 19.Cxe5 dxe2 20.Te1 Axe5 il vantaggio del Nero è incolmabile) 16…dxc3 17.dxc6 Dxd1 18.Txd1 c2 con grosso vantaggio per il Nero. Visto che ci sono, metto anche una mia partita giocata a Bratto nel 2000. Il Bianco, Mascheroni, dopo la mia 12…Cc4 ha giocato 13.b3? La partita è continuata così: 13…Cxe3 14.fxe3 Ah6! 15.Rf2 e5! 16.dxe5 Da5!? 17.Tc1 Axe3!! 18.Rxe3 d4+! 19.Cxd4 Dxc5+ 20.Ce4 Dxe5 e dopo essere uscito così bene dall’apertura, ho avuto il coraggio di perdere! Ma torniamo alla variante principale: 13…dxc4 14.Da4 dopo 14.d5 segue 14…Cb4 15.Ad4! Ad3! 16.Axg7 Rxg7 17.Te1 Dc7! 18.Te5 f6! Con vantaggio del Nero. 14…e5 15.Tfd1 exd4 16.Cxd4 a 16.Dxc4 segue 16…Ae6 16…Cxd4 17.Axd4 Axd4 18.Dxc4 Axf2+! 19.Rxf2 Df6 20.Dd4 Dxd4+ 21.Txd4 Tac8 22.b4 b6! Con posizione equilibrata.

Ma veniamo ora alla variante più giocata dal Bianco, che si verifica dopo le mosse: 1.e4 Cf6 2.e5 Cd5 3.d4 d6 4.Cf3 Con questa mossa il Bianco non si espande subito coi pedoni, ma per farlo aspetta un momento migliore e intanto sviluppa un pezzo. Il Nero ha ora a disposizione la principale 4…Ag4, la mossa che ho giocato fino a poco tempo fa, e cioè 4…g6, ma che poi ho lasciato a causa della variante 5.Ac4, che è ritenuta un po’ la sua confutazione, e infine la mossa 4…Cb6. E’ proprio quest’ultima che ho incluso di recente nel repertorio. L’idea è appunto evitare che l’Alfiere Bianco si porti in c4, e inoltre se il Bianco gioca c4 si rientra nelle varianti che conosco bene.

5.a4! E’ questa la mossa che dà più fastidio al sistema del Nero. A tutte le altre mosse infatti il Nero continua tranquillamente il suo sviluppo a cominciare da 5…g6, dopodiché sono molto probabili i rientri in posizioni conosciute. 5…a5 6.Ab5+ c6 non 6…Ad7 a causa di 7.e6! 7.Ad3 oppure 7.Ae2 dxe5 8.Cxe5 g6 9.0-0 Ag7 e il Nero non ha grossi problemi. 7…g6 ed eccoci nel nostro solito sistema di sviluppo, l’unica differenza è che al Nero manca il pedone c7. Chissà se il Bianco può trarre qualche beneficio a causa di questo; vediamo una possibile continuazione (solo una perché il sistema è pochissimo conosciuto, ho trovato in tutto il mio database pochissime partite, e inoltre avendo scoperto da poco questa variante non ho ancora formulato un repertorio):

8.exd6 Dxd6 9.Cbd2 Ag7 10.Ce4 Dc7 11.0-0 0-0 12.h3 Af5 13.Te1 Cbd7 Il Nero sembra che tenga, tuttavia manca il materiale (le partite) per poter giudicare l’intera variante.

Il gambetto di donna accettato (di Eros Riccio)

Julio 18th, 2006

Il Gambetto di Donna Accettato - Variante Centrale: 1.d4 d5 2.c4 dxc4 3.e4 Cc6!

Nel Gambetto di Donna Accettato, e cioè 1.d4 d5 2.c4 dxc4, il Bianco dispone di due piani di gioco principali, può scegliere di continuare con 3.Cf3, e dopo 3…Cf6 4.e3 e6 5.Axc4 c5 6.0-0 a6 si arriva alla variante principale, oppure può scegliere di occupare immediatamente il centro con l’immediata 3.e4.

Questa è la variante centrale di cui ci occuperemo, o meglio, ci occuperemo della variante che gioco io col Nero, ovvero 3…Cc6.

Con questa spinta il Bianco si pronuncia subito al centro, affiancando appena ne ha la possibilità i suoi pedoni centrali.

A differenza delle linee con 3.Cf3, è molto più tattica e ricca di sorprese, e infatti nell’ottimo libro di Chris Ward, The Queen’s Gambit Accepted da cui ho preso spunto, l’autore afferma che se il Gambetto di Donna verrà mai confutato, il Bianco per farlo giocherà la variante centrale!. Questo ovviamente non vuol dire che il Nero è perduto già alla terza mossa, questo vuol dire che questa linea conduce a un gioco appunto molto tagliente e ancora abbastanza inesplorato dalla teoria.

Dopo 3.e4 il Nero ha la scelta tra cinque mosse principali:

3…b5; mossa da computer, che tenta senza successo di mantenere il pedone in più. Il Bianco dopo 4.a4! per un bel po’ di tempo non lascerà tregua al Nero, che si trova costretto a difendere il pedone b5 con la mossa 4…c6 (ad 4…a6 segue 5.axb5 e il nero non può ricatturare per la Torre a8 inchiodata), ma il Bianco continuerà a dar fastidio con 5.b3!

3…e5; la mossa più giocata ma che a me a dire la verità non piace, dato che conduce in alcune varianti al veloce cambio delle Donne.

3…c5; stesso discorso di sopra; come avrete capito, sebbene il Nero reagisca subito contro il centro del Bianco, l’idea di cambiare presto le Donne mi dà fastidio.

3…Cf6; mossa interessante, che può condurre a impianti simili alla Siciliana variante alapin (1.e4 c5 2.c3 Cf6 3.e5 Cd5) o alla difesa Alekhine (1.e4 Cf6 2.e5 Cd5) e che ho quindi investigato (perché io contro 1.e4 gioco appunto la difesa Alekhine!) ma alla fine mi sono deciso per la quinta possibilità a disposizione del Nero.

3…Cc6! Questa è la mossa che mi ha attratto da subito. Ho trovato in lei i requisiti che cercavo, e cioè evita il cambio precoce delle donne, è poco esplorata dalla teoria (il che vuol dire che l’avversario studierà meglio le mosse principali 3…c5 e 3…e5) e offre un gioco davvero interessante.

Dopo questa veloce introduzione, possiamo passare alle varianti:

1.d4 d5 2.c4 dxc4 3.e4 Cc6! A volte i punti esclamativi che metterò saranno un po’ esagerati, ma serviranno a far capire meglio l’importanza che hanno per me tali mosse.

Il Bianco ora ha a disposizione tre mosse: A) 4.Cf3 B) 4.Ae3 C) 4.d5

Vediamole una per una:

A) 4.Cf3 questa mossa si attiene al consiglio “è meglio sviluppare prima i Cavalli degli Alfieri”. 4…Ag4 5.Axc4 5.d5 Ce5 6.Af4 Cg6 E dopo la ritirata dell’Alfiere in e3 o in g3 il Nero proseguirà con 7…e5! E terminerà il suo sviluppo con a6-Ad6-Cf6-0-0, raggiungendo una posizione che si può ottenere anche con altre varianti del Bianco. 5…e6! Questa mossa para le minacce del Bianco 5.Db3 e 5.Axf7+ Rxf7 6.Cg5+. 6.d5 oppure 6.Ae3 Axf3 7.gxf3 Df6! 8.Ab5 Ab4+ 9.Cc3 Cge7 e il Nero può scegliere poi di arroccare lungo o corto con leggero vantaggio, e ancora, la variante 6.Ab5 Cge7! 7.Cbd2 a6 8.Ae2 Cg6 9.h3 Axf3 10.Cxf3 Ch4! 11.d5 exd5 12.exd5 Cxf3+ 13.Axf3 Ce5 14.0-0 Ad6 15.Ae2 0-0 e il Nero ha una posizione molto confortevole, dato che il Bianco dovrà preoccuparsi del pedone d5 isolato.

6…exd5 7.Axd5 Df6! Dalla partita Ward–Baburin, Isle of Man 1997. E’ interessante il commento di Ward a questo punto, che racconta che il suo avversario ha confessato che “l’amico Fritz” è stato “largamente responsabile” per questa mossa, che al tempo della partita era una novità teorica. 8.Da4?! La continuazione della partita. Nelle analisi successive, Baburin ha suggerito la tranquilla 8.Db3 Ab4+ 9.Ad2 Axf3 10.Dxf3 Cd4 11.Dd3 Axd2+ 12.Cxd2 e la “pazzerella” 8.Cc3 Ab4 9.h3 Axf3 10.Dxf3 Cd4 11.Dd3 c6 12.0-0 Td8 13.e5 Dxe5 14.Axf7+ Rxf7 15.Dc4+ De6 16.Dxb4 Cc2 17.Df4+ Cf6 18.Tb1 con pari chances.

8…Axf3 9.Axc6+bxc6! Non conviene cambiare le donne, dato che quella Nera è più attiva. 10.gxf3 Ac5 11.Cc3 Ce7 Il Bianco ha dei problemi per i pedoni “f” e per il Re non al sicuro. 12.f4 0-0 13.Dc4 Ab6 14.Ad2 Tad8 15.0-0-0 Axf2 16.Ce2 Txd2! 17.Txd2 Ae3 18.Dd3 Axd2+ 19.Dxd2 Cg6 20.Td1 Dh4! Il pedone doppiato in c6 non ha molta importanza, il Nero lo lascia al suo destino e cerca di approfittare delle debolezze sul lato di Re. 21.f5 Ce5 22.Df4 Df6! In partita il Bianco ha giocato 22…De7 (ma comunque il Nero è riuscito ugualmente a vincere) e il Bianco ha approfittato di questa imprecisione con 23.f6! Creando all’avversario un altro pedone doppiato. La mossa del testo evita questa possibilità per il Bianco e lascia il Nero in posizione superiore.

B) 4.Ae3 Il Bianco sviluppa prima l’Alfiere del Cavallo per evitare l’inchiodatura 4…Ag4. 4…Cf6 5.Cc3 5.f3 e5 6.d5 Ce7! 7.Axc4 a6 per impedire lo scacco d’alfiere in b5 8.Ce2 Cg6 9.0-0 Ad6 10.Cbc3 0-0 Il Nero ha raggiunto una posizione che a me piace molto. Il suo piano di gioco potrebbe essere Ch5-f4-Dh4-f5 con forte attacco sul Re nemico. e5 6.d5 Ca5! Dalla partita Illescas-Sadler, Linares 1995. L’alternativa 6…Ce7 è pure interessante, e anzi dovrebbe essere la mossa da inserire nel mio repertorio, dato che dopo 7.Axc4 a6 8.Cf3 Cg6 9.h3 Ad6 10.0-0 0-0 siamo rientrati in un impianto (quello già citato sopra con forte attacco al Re nemico) che si può ottenere anche da altri ordini di mosse (vedi la variante 4.d5). Tuttavia, la tentazione di vedere se il Bianco entrerà nella variante che vedremo, mi ha fatto optare per questa mossa. 7.Cf3 Purtroppo esiste anche 7.Da4+ c6 8.dxc6 (8.b4? cxb3 9.axb3 b5 10.Dxa5 Dxa5 11.Txa5 Ab4 con vantaggio netto per il Nero) 8…Cxc6 9.Axc4 Ab4 10.Cf3 0-0 11.0-0 Axc3 12.bxc3 Cxe4 13.Axf7+ Txf7 14.Dxe4 Af5 con parità. Ma torniamo alla “nostra” variante! 7.Cf3 Ad6 8.Da4+ 8.Cd2 incorre in 8…Cg4! 8…Ad7! Eccoci, questa e la prossima mossa sono “le Mosse”. 9.Dxa5 a6!! Ed ecco l’unica mossa da due punti esclamativi tra tutte queste varianti! L’idea del Nero è semplicemente di intrappolare la Donna Bianca con b6! In partita, il Bianco ha giocato 10.Cb1?? e dopo 10…Cxe4 11.Rd1 c3! Il Bianco ha abbandonato, pur avendo una posizione ancora non chiaramente persa… chissà, forse è stata la mossa 9…a6!! A confonderlo completamente! Una novità teorica tra Grandi Maestri può avere anche questo effetto!

Il gioco avrebbe potuto proseguire così: 12.b4 b6 13.Da3 a5 14.Ad3 axb4 15.Dc1 Cc5 con chiaro vantaggio per il Nero.

Ma torniamo indietro alla decima mossa del Bianco, e vediamo le altre possibilità:

A) 10.Ca4 De7! 11.a3 (11.0-0-0?! Ab4 12.Dxc7 Axa4 13.Dxc7+ Rxe7 è semplicemente superiore per il Nero) Cxe4 12.Axc4 b5 13.Ad3 Cf6 14.Cc3 e4 15.Cxb5 (o 15.Cxe4 Cxe4 16.0-0 0-0 e il Nero sta bene) 15…exf3 16.Cxc7+ Axc7 17.Dxc7 fxg2 18.Tg1 0-0 con posizione a doppio taglio.

B) 10.b4 b6! 11.Da3 a5! Dopodiché sia 12.Db2 axb4 13.Cd1 b5 che 12.Dc1 axb4 13.Ce2 Cxe4 14.Dxc4 f5 15.Cg3 Cf6 16.Ag5 h6 17.Axf6 Dxf6 lasciano il Bianco nella posizione più confortevole, sebbene abbia soltanto due pedoni per il pezzo.

C) 10.Axc4!? Questa è la mossa giocata da Karpov contro Lautier a Montecarlo nel 1996. L’idea è di rassegnarsi alla perdita della Donna, ma in cambio di pedone, torre e pezzo leggero. La partita è continuata così: 10…b6 11.Dxa6 Txa6 12.Axa6 0-0 13.0-0 Cg4 14.Ad2 f5 ed è finita patta alla 57 mossa.

D) 4.d5 Questa mossa può sembrare a prima vista abbastanza tentatrice, ma in realtà è probabilmente la peggiore delle tre possibilità. 4…Ce5 5.Cc3 le alternative sono:

5.Af4 Cg6 6.Ag3 e5! 7.Axc4 a6 e ancora una volta si raggiunge la posizione in cui il Nero arroccherà corto e organizzerà un attacco sul lato di Re nemico con mosse tipo Ad6-Cf6-0-0-Ch5-Cf4-Dh4-f5

5.Dd4 Cg6! (o anche semplicemente 5…Cd3+ 6.Axd3 cxd3 7.Dxd3 e ora 7…e6 o 7…c6 per aprire la posizione a favore della coppia degli Alfieri rimasta al Nero) 6.Axc4 e5! 7.Dd3 a6 e sapete già da voi in cosa si rientra!

5…Cf6 6.Dd4 Cg6 7.Dxc4 e5! 8.Ag5 Il Nero ha compenso nella variante 8.dxe6 Axe6 9.Db5+ Ad7 10.Dxb7 Ac5. 8…a6! Ed eccoci per l’ennesima volta nel tipo di variante citata sopra. E’ interessante comunque anche l’idea che c’è nel libro di Ward; viene riportata la partita Romanishin-Sadler, Altensteig 1992, che continua in questo modo dopo 8.Ag5: 8…Ad6 9.Da4+ Rf8! L’idea è non cambiare il forte Alfiere campochiaro dopo 9…Ad7 10.Ab5. Il Re in f8 non corre gravi pericoli data la posizione chiusa, e inoltre la Torre in h8 può tornare utile ad esempio dopo h5. 10.Cf3 h6 11.Ad2 a6 l’idea è ovviamente il controllo della casella b5. 12.Ae2 Ad7 13.Dc2 De7 14.0-0 Cf4 15.Axf4 exf4 16.Tac1 Cg4 17.Cb1 c5 18.Cbd2 b5 19.a4 g6 non 19…b4? Che concederebbe la casella c4 a un Cavallo nemico. 20.h3 h5!? 21.Tfe1 La torre in h8 sarebbe diventata protagonista dopo 21.hxg4?! hxg4 22.Ce1? Dh4 23.f3 g3 21…c4 22.e5 Cxe5 23.Cxe5 Dxe5 24.Axc4 patta.

Le origini del gioco degli scacchi (di Eros Riccio)

Julio 18th, 2006

L’origine del gioco degli scacchi è ignota: ci sono tante teorie che cercano di risalire alle origini, ma quello che appare certo, è che per arrivare alla creazione di un gioco tanto bello e complesso, ci sono volute generazioni e generazioni di lenta evoluzione, perché tale gioco si modificasse e perfezionasse fino a raggiungere gli scacchi che noi conosciamo attualmente. Secondo alcune ipotesi, i lontani progenitori degli scacchi sarebbero stati semplicemente i dadi: Davidson, nel suo libro “A short History of Chess”, pubblicato a New York nel 1949, ci fa l’esempio di due antichi persiani (la Persia è la regione dove si pensa si siano sviluppati per la prima volta gli scacchi) che appunto, giocando ai dadi, per annotare i punti ottenuti ad ogni giocata, tracciavano per terra una linea verticale o orizzontale, e vi segnavano tante tacche trasversali. A seconda del punteggio ricavato dal getto dei dadi, ogni giocatore spostava un contrassegno, che poteva essere una pietra o una conchiglia, contando tante tacche quante segnavano i dadi. Il primo giocatore che raggiungeva la tacca finale aveva vinto. Con l’andare del tempo, la partita giocata fino all’esaurimento delle tacche segnate in una sola linea sembrò troppo breve: si fissò un punteggio finale più alto, il che richiese una seconda linea parallela alla prima, con ugual numero di tacche; poi una terza, una quarta, e così via: a poco a poco il complesso delle linee intersecate delle tacche cominciò a delineare la tipica “grata” di una scacchiera. Questo sistema di segnare i punti faceva sì che talvolta uno dei giocatori, con un getto di dadi fortunato, raggiungesse una casa, o una tacca già occupata dal contrassegno dell’avversario. Per lungo tempo ciò non ebbe alcun particolare significato, ma venne il giorno in cui si stabilì che il gettone sopravveniente potesse scacciare il primo occupante, segnando la vittoria del secondo giocatore e la fine della partita. Dall’espulsione all’immagine della preda e della cattura il passo fu breve; il secondo giocatore ebbe diritto di appropriarsi del gettone avversario, e la somma dei gettoni servì a calcolare l’entità del guadagno del vincitore. A sua volta, il prelievo del gettone avversario evocò naturalmente il concetto di tributo pagato al competitore, e poiché l’idea di tributo era indissolubilmente legata all’idea di poteri regali, ogni avversario si considerò un Re: non solo, ma l’aspetto antagonistico della partita, unito all’idea di cattura del nemico, delineò il concetto di una guerra in miniatura, e due Re in guerra avevano naturalmente bisogno di due armate. La potenza di queste armate si modellò sul tipo delle armate indiane, e sui suoi tradizionali componenti: elefanti, carri da guerra, fanteria e cavalleria. La disposizione di queste armi era, nella strategia bellica indiana, rigidamente fissata: gli elefanti al centro, i carri ai fianchi, la cavalleria in mezzo e la fanteria davanti. Il Re, come capo dell’armata, era fermo al centro, ed era logico che fosse assistito da un consigliere, o primo ministro. In un primo tempo, questa concezione dei due opposti schieramenti come due armate non determinò alcuna distinzione nel movimento dei pezzi. Questi continuavano ad avanzare verticalmente secondo il getto dei dadi, e lo scopo della partita continuò ad essere il raggiungimento dell’ultima casa, o la cattura dei pezzi avversari. Solo in un secondo tempo dovette sembrare necessario differenziare le mosse a seconda della diversa natura dei pezzi, e i dadi servirono solo ad indicare quale pezzo dovesse muovere. A questo punto, il gioco dei quattro elementi (chatur = quattro; anga = parti di un tutto) era nato: l’ultimo passo fu la sparizione dei dadi.Dalla nascita del Chaturanga, al posto dei quattro elementi si inserirono quattro armate, e da qui una nuova evoluzione del gioco degli scacchi: tale gioco si giocava su una scacchiera di 64 caselle: tale scacchiera conteneva appunto quattro armate, disposte ai quattro angoli della scacchiera. Ognuno dei quattro giocatori controllava un’armata, e le due armate agli angoli opposti erano alleati. Ancora, le mosse erano effettuate a seconda del getto dei dadi.

La diffusione degli Scacchi

Le vie di diffusione del gioco furono molte e diverse: è probabile che gli stessi carovanieri del celeste Impero, che portavano in India le sete cinesi, ne siano spesso tornati con lo strano gioco del Chaturanga. Verso il sud, gli scacchi passarono agevolmente dall’India alla penisola di Malacca. Qui gli scacchi indiani (Chaturanga) si trasformarono nello “Shatranj” arabo. Verso l’occidente, ci pensarono gli Arabi a diffondere il “virus” degli Scacchi, quando nel 641 invasero la Persia. Gli Arabi portarono poi gli Scacchi in Europa, passando per lo stretto di Gibilterra e su per la penisola Iberica. Nel Medioevo, la diffusione del gioco degli Scacchi fu grandissima, e interi poemi si imperniavano sugli Scacchi, come quello intitolato “Les échecs amoureux, lungo ben 30060 versi! Gli Scacchi, insomma, erano di gran moda in quel periodo, e facevano distinguere chi ci giocava come un vero cavaliere.

Altre evoluzioni degli Scacchi

Fino al 1300 il gioco degli Scacchi, quale fu giocato nel mondo occidentale, non differì da quello arabo, le cui regole erano state integralmente importate. Divenuto tuttavia un gioco a scommessa, il gioco degli Scacchi secondo le regole arabe, parve troppo lento, soprattutto nella fase di sviluppo dei pezzi. Per questo furono inventati i cosiddetti “tabi”, ossia delle posizioni di partenza con i pezzi già sviluppati, appunto per “scavalcare” la noiosa e lenta fase di sviluppo, passando direttamente al mediogioco. Verso il XIV secolo, gli Scacchi subirono delle variazioni: si cominciò a dare alle caselle una diversa colorazione, e si diede inizio ad importanti modificazioni nei movimenti dei pezzi, appunto per rendere il gioco più veloce: i pedoni poterono saltare due caselle alla prima mossa. Poi verso il 1500 venne introdotto l’arrocco, la donna poté controllare tutte le caselle sia orizzontali che verticali, e l’Alfiere tutte le case in diagonale del suo colore. Sempre verso il 1500 apparvero diversi trattati che parlavano di scacchi, in cui gli autori diffondevano le nuove regole, e esponevano già le prime aperture. L’opera più famosa di tutte fu quella scritta da Ruy Lopez de Sigura nel 1561, intitolata “Libro de la invencion liberal y arte del juego del Axedrez, muy util y prouechosa.” Presto venne tradotta anche in Italiano. Nel suo testo, Ruy Lopez non si limitò ad indicare le mosse delle aperture (tra cui la Difesa che prende il suo nome), ma cercò di dare la spiegazione degli impianti di gioco da lui descritti, impartendo dei veri e propri ammaestramenti teorici.

Italia - Resto del Mondo: Riccio batte Koziel

Julio 18th, 2006

Eros Riccio trionfa ai campionati e-mail di scacchi
Il figlio del vicesindaco ha battuto il maestro argentino Koziel
(da Il Tirreno - 4 febbraio 2003)

E’ in corso il torneo di scacchi per e-mail Italia - Resto del
Mondo organizzato dall’Asigc (associazione scacchistica italiana
giocatori per corrispondenza).
Ogni campione italiano incontra via e-mail un campione straniero in due sole
partite, una col bianco e una col nero e, come sempre negli scacchi, la
vittoria vale un punto, il pareggio mezzo punto e la sconfitta zero.
Rappresentano la squadra del Resto del Mondo scacchisti di prim’ordine
di tutti i continenti, ma fino ad oggi è l’Italia in testa con 111
punti e mezzo contro i 103 e mezzo del Resto del Mondo.
A difendere i colori della squadra italiana anche il giovane scacchista
lucchese Eros Riccio che, pur trovando sulla sua strada il forte maestro
argentino Roberto Koziel, ha fatto in pieno il proprio dovere e ha portato
il suo contributo a vantaggio degli azzurri, mantenendo alto l’onore
della città.
Nella partita che il numero uno lucchese ha giocato col bianco, nessuno dei
due scacchisti è riuscito a prendere il sopravvento e l’incontro è
finito in parità; ma nella partita col nero, invece, Riccio ha messo alle
corde il maestro argentino e ha incamerato il punto a favore
dell’Italia.
Riccio, figlio del vicesindaco Domenico Riccio (anch’egli grande
appassionato di scacchi), ha fondato, insieme con Roberto Corso,
l’associazione scacchisti indipendenti di Lucca e il mese scorso ha
trionfato al torneo semilampo di Sarzana piazzandosi al primo posto assoluto
con sette vittorie su otto partite.

Eros Riccio vince il “trofeo centro Luna” di Sarzana

Julio 18th, 2006

La Classe non è Acqua
Articolo di Roberto Corso del 30/12/2002

Meritatissima vittoria di Eros Riccio nel Torneo Semilampo “Trofeo Centro Luna” che si è disputato a Sarzana Domenica 29 Dicembre 2002. Siamo partiti con la classica comitiva dei semilampisti (Eros Riccio, Roberto Corso, Francesco Frugoli e Oliver Valbuena) alla volta di Sarzana con l’intento di strappare all’agguerrito Nelli Luca (un vero mito per noi, difatti questa riga è prettamente ironica) la conquista del Primo Posto che ci aveva comunicato essere la sua ambizione principale seguita a ruota da quella di castigare quelli che lui definisce “gli eretici” cioè noi. Alla fine del torneo Nelli ha dichiarato: “Mi congratulo con l’homo eroticus (soprannome nelliano per Eros) ma non certo con voi (rivolto a me, Francesco e Oliver) che siete la “banda bassotti”!!!”. Nelli aveva realizzato un ottimo 7 su 8 alla Maratona Lampo di Guiglia contro i quattro “eretici” presenti in quel di Modena: Eros Riccio, Roberto Corso, Nazario Augusto e Oliver Valbuena. Solo Eros era riuscito a sottrargli un intero punto per altro in posizione persa! Questa volta nessuno di noi lo ha incontrato ma lo score di Nelli contro “gli eretici” rimane strabiliante come strabilianti rimangono i soprannomi che continuamente ci appioppa come ad esempio: Frugolone (per Francesco Frugoli) e Ominide Corso (per me).

Ma torniamo al torneo. Ognuno di noi si era posto un obiettivo rappresentato dalla quantità di punti da realizzare. Sembra una cosa usuale ma tra noi funziona così: ogni mezzo punto sotto l’obiettivo stabilito scatta una penitenza ed è penitenza da non stare allegri, un po’ come la stanza 101 in 1984 di Orwell, mentre ogni mezzo punto sopra l’obiettivo scatta un bonus, bonus che consente notevoli privilegi. Così io che mi ero prefisso 5 su 8 realizzando 6 ho ricevuto 2 bonus, Francesco che si era posto come obiettivo 5 su 8 ne è uscito indenne e Oliver che aveva come proposito 4,5 su 8 avendo ottenuto un misero 3,5 si è accollato ben 2 tragiche penitenze delle quali purtroppo non mi è consentito rendere nota la natura. Dal canto suo, Eros, che si era proposto un 6 su 8 totalizzando 7 e vincendo il torneo ha beneficiato di 2 bonus e di un privilegio speciale che ha subito sfruttato nel viaggio di ritorno.

Cosa dire di più? Ricordate “Il Silenzio degli Innocenti”? Quando Clarisse porta la crisalide trovata nella gola della prima vittima dai due esperti di insetti che la aprono e scoprono essere un esemplare rarissimo di lepidottero dal nome “Testa di Morto”? Bene: il Trofeo vinto da Eros è stato battezzato “Testa di Morto”. Oggetto da venerare e temere per la sua singolarissima fattura… Vincerlo per Credere… (Ovviamente lo riteniamo il massimo della Bullezza come Trofeo e precisiamo che questa sua descrizione è da intendersi in senso positivo)

A parte le divagazioni: un ringraziamento all’organizzazione che è stata capace e competente e ai giocatori che si sono dimostrati sportivi e corretti.